Filiera corta? Non tutti la sanno fare

“I risultati di vendita del nostro consorzio sono stati molto soddisfacenti, con un nuovo traguardo di 12,5 milioni di euro e un incremento di oltre il 16% rispetto al 2020”. A dirlo è Antonio Fricano, presidente e socio del Consorzio BIA, peraltro egli stesso produttore di limoni e patate novelle siciliane, con un’azienda situata nella zona di Bagheria (PA).  “Il merito di questo risultato è da attribuire in parte all’effetto coronavirus – aggiunge il presidente – ma in gran parte anche allo sviluppo di nuovi clienti. Nei mesi di marzo e aprile 2020, in pieno lockdown, abbiamo messo a segno un incremento di fatturato di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di cui un buon 15% per effetto del coronavirus (delta a clienti omogenei) ma un altro 15% per effetto dei nuovi clienti, tenuto conto che il risultato totale su base annua dell’effetto coronavirus non supera certamente il 3-4%”.                                                                                                                  “Il motivo di una crescita del 16% su base annua – spiega ancora Fricano – è a mio avviso da ascrivere al modello vincente del consorzio. BIA, essendo di proprietà dei produttori soci, non ha scopo di lucro fine a se stesso, come invece tutti gli altri operatori commerciali. Ciò consente al consorzio di essere competitivo sul fronte dei prezzi e di liquidare ritorni decorosi ai propri soci. Siamo una struttura leggera, che svolge una funzione di facilitazione del rapporto tra produzione agricola e cliente finale: una vera e propria filiera corta!”

Ed ecco i progetti di BIA per i prossimi anni
“Nel 2021, per riuscire a consolidare questi risultati ma soprattutto per riuscire a proseguire nella crescita e nello sviluppo del business – rivela l’esperto – stiamo lavorando a un importante progetto di partnership per ottimizzare al meglio la nostra logistica e garantire a tutto il centro-nord Italia il miglior servizio possibile. Certo, è ancora troppo presto entrare nei dettagli del progetto, ma sono convinto che ci consentirà un’importante scatto in avanti”.

“Per quanto riguarda il sud Italia – conclude Antonio Fricano – ci piacerebbe riuscire ad ampliare il comparto del prodotto biologico. D’altro canto, siamo un’azienda prevalentemente del mezzogiorno (ben 10 soci produttori sono del sud) e sarebbe un orgoglio rafforzare il mercato del Bio. Per fare ciò, stiamo testando soluzioni logistiche alternative. Prima avevamo un magazzino unico di servizio in Calabria, ma per arrivare in Sicilia da un lato e in Puglia dall’altro, sostenevamo costi di trasporto molto elevati. Ora abbiamo sdoppiato il servizio, con un magazzino vicino a Bari e uno in Sicilia. In questo modo, abbiamo ridotto i costi logistici. Tuttavia, diminuendo le rotazioni dei prodotti, registriamo costi elevati per lo scarto delle merci; insomma è una impresa molto ardua, ma ci stiamo lavorando. Confidiamo nel fatto che le aziende distributive del sud Italia ci diano una mano per vincere insieme questa difficile sfida. Prosegue invece a grande ritmo il nostro export verso Germania, Paesi Bassi, Francia, Austria e altre destinazioni”.

Data pubblicazione 24 febbraio 2021

Freshplaza