Broccolo

I broccoli possono aiutare ad espellere più facilmente dal nostro organismo alcune delle sostanze più inquinanti presenti nell’aria. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato su Cancer Prevention Research e condotto dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora (USA) su quasi trecento abitanti (222 donne e 62 uomini dai 21 ai 65 anni) di una comunità rurale della provincia di Jiangsu (50 km a nord di Shanghai, in Cina), conosciuta per essere una delle aree più inquinate di tutta l’Asia.

Lavorando assieme a colleghi di diverse istituzioni statunitensi e cinesi, i ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health hanno somministrato ad un gruppo di persone una bevanda speciale a base di germogli di broccoli per generare il sulforafano (tramite la glucorafanina), un composto naturale che ha già dimostrato di avere proprietà preventive contro il cancro negli studi sugli animali. Lo studio clinico, durato dodici settimane, ha evidenziato che la somministrazione di una mezza tazza della bevanda in oggetto produce una “rapida, significativa e duratura” escrezione (tramite le urine) del benzene, una sostanza cancerogena riconosciuta per l’uomo, e dell’acroleina, un irritante per i polmoni. In particolare, il tasso di escrezione del benzene è aumentato del 61% a partire dal primo giorno e per tutto il periodo di studio, mentre il tasso di escrezione dell’acroleina è cresciuto del 23% nel corso delle 12 settimane.

Ogni anno nel mondo muoiono 7 milioni di persone per malattie legate all’inquinamento dell’aria e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inquinamento atmosferico provoca 7 milioni di morti all’anno in tutto il mondo e, negli ultimi anni, ha raggiunto livelli allarmanti in molte zone della Cina. Nel 2013 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato l’inquinamento dell’aria e particolato (PM) da inquinamento atmosferico come cancerogeno per l’uomo. Diete ricche di verdure crucifere (o brassicacee), come i broccoli, possono ridurre il rischio di malattie croniche degenerative.”

Tratto da: www.italiafruit.net